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Dismissioni immobili pubblici |
- Il patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali (INPDAP, INPDAI, INAIL, INPS, ENPALS ...) è costituito da oltre 100.000 unità immobiliari di cui il 90% circa ad uso abitativo. Il 60% di questo patrimonio é situato a Roma. Il processo di DISMISSIONE è iniziato nel 2000 e, pur con molti ritardi, è ormai avviato e molti immobili sono già stati venduti.
- La normativa di riferimento che ha governato il regime di locazione degli immobili di proprietà pubblica (Legge 392/78, Legge 359/92, Legge 431/98) non prevedeva, in caso di alienazione, il diritto di prelazione da parte degli inquilini. Tale strumento giuridico è stato introdotto con la Legge 104/96 in occasione del disposto che ha previsto la dismissione degli immobili di proprietà degli Enti Previdenziali Pubblici. Anche il successivo provvedimento legislativo n. 410/2001 sulle "cartolarizzazioni" ha previsto l'istituto della prelazione per l'intero iter amministrativo di dismissione degli immobili pubblici.
- Le modalità operative e le forme di dismissione sono descritte nelle citate Leggi e prevedono, sostanzialmente, due modalità di alienazione: acquisto individuale o mandato collettivo.
- Questa seconda procedura prevede l'attribuzione, da parte degli inquilini, di mandato ad acquistare in nome e per loro conto ad un mandatario (persona o organismo giuridico) che acquista in nome collettivo dall'Ente venditore e contestualmente fraziona e assegna il compendio immobiliare individuale a tutti gli inquilini che hanno espresso e sottoscritto la volontà di acquistare.
- Con il "mandato collettivo" gli inquilini acquirenti conseguono un ulteriore vantaggio oltre a quello, previsto per Legge, di uno sconto del 30% sul valore di mercato stimato al 31/10/2001: uno sconto aggiuntivo tra l'8% e il 15% quando i partecipanti al mandato collettivo superano rispettivamente le quote del 51% e dell'80% del totale delle unità immobiliari poste in dismissione.
- Il SICeT di Roma e Lazio fornisce i propri strumenti professionali a supporto degli inquilini che dovessero scegliere questa forma di dismissione.
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| Le procedure di DISMISSIONE di immobili pubblici consentono una serie di tutele per gli inquilini più deboli: | | sotto una certa soglia di reddito si ha diritto ad usufruire di mutui agevolati; | | il reddito per i lavoratori dipendenti e per i pensionati viene calcolato al 60%; | | gli inquilini che hanno un reddito del nucleo familiare inferiore a 36.666,66 Euro se lavoratori dipendenti o pensionati e 19.000,00 Euro se lavoratori autonomi, se non possono acquistare, hanno diritto al rinnovo del contratto di locazione per altri 9 anni a partire dalla scadenza di quello attualmente in corso alle stesse condizioni economiche del contratto vigente. Il limite sopra citato è aumentato di 516,45 Euro per ogni figlio a carico e del 20 per cento per particolari condizioni di disagio (portatori di handicap e anziani); | | gli inquilini che hanno superato i 65 anni di età, se non sono interessati o non sono in grado di comprare, possono acquistare solo l’usufrutto dell’appartamento in cui vivono, garantendosi in questo modo la permanenza per tutta la vita. |
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| Sei un INQUILINO di un immobile di proprietà di un Ente Pubblico Previdenziale che sta realizzando o potrebbe mettere in atto la DISMISSIONE dell'immobile in cui vivi? | CONTATTACI: è possibile difendere i propri interessi e ottenere vantaggi e garanzie massime.... ma occorre ORGANIZZARSI per tempo | | |
i consigli per evitare errori : - E' opportuno organizzarsi nelle forme collettive tra inquilini e tenersi in contatto con gli altri INQUILINI interessati avvalendosi del supporto delle principali organizzazioni sindacali degli inquilini.
- Non sottovalutare il vantaggio dell'acquisto collettivo anche ai fini di ottenere più vantaggiose condizioni di mutuo.
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